• 009
  • ingresso
  • 002
  • 004
  • 008
  • 010
  • 005
  • 001
  • 011
  • 006
  • 007
  • 003

Mission

Il Consulente del lavoro cura il rapporto tra le aziende e le istituzioni, quali l'INPS, l'INAIL, e gli altri Enti previdenziali, l'Agenzia delle entrate, la Direzione provinciale del lavoro di cui è il principale interlocutore nonché professionista che rappresenta gli interessi aziendali innanzi agli Ispettori del lavoro. Inoltre elabora cedolini paga, cura l'inquadramento contrattuale in materia giuslavoristica, nonché la consulenza in materia di diritto del lavoro. Le competenze del Consulente del lavoro si estendono anche alla consulenza fiscale, alla consulenza societaria, alla tenuta delle scritture contabili nonché alla compilazione di bilanci. Può seguire i rapporti tra azienda e sindacati. Inoltre, può rappresentare, dietro apposita delega, l'azienda innanzi alla Commissione di conciliazione ex art. 410 c.p.c. o per la Conciliazione monocratica ex D. Lgs. n. 124/2004, presso la Direzione provinciale del lavoro. Può patrocinare in commissione tributaria, può redigere perizie e può fornire consulenza in materia di sicurezza ed igiene del lavoro.

Inquadramento

Il consulente del lavoro rientra tra le cosiddette professioni protette. L'albo professionale della categoria è stato istituito, con la legge n. 1081 del 1964 e successivamente la legge n. 12 del 1979 ha ulteriormente disciplinato la categoria definendone con chiarezza l’oggetto, i requisiti per l’iscrizione all’Albo, le modalità di esercizio, le norme penali per combattere l'esercizio abusivo e il segreto professionale.L'ordine dei consulenti del Lavoro ha un proprio ente previdenziale, l'ENPACL, con autonomia completa.Per accedere alla professione è necessario svolgere un praticantato biennale obbligatorio presso lo studio di un Consulente del lavoro regolarmente iscritto all'albo e successivamente un esame di Stato indetto dal Ministero del lavoro e tenuto presso la Direzione regionale del lavoro, nella propria regione di residenza.